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RX E RISONANZA NEL MAL DI SCHIENA, DARE IL GIUSTO PESO.

Quante volte in seguito a dolore la prima cosa che ti è venuta in mente è stata: vado dal medico e mi faccio prescrivere una lastra o anche sono andato dal medico e non mi ha voluto prescrivere una risonanza?

E’ importante sapere che le risposte del tuo dolore non stanno tutte su un CD e che se questi esami non sono fatti con cognizione di causa potrebbero essere addirittura inutili. Soprattutto se decidi di perseverare nel continuare a fare indagini e conoscendo la diagnosi…. non agisci per prenderti cura della tua salute.

Continua a leggere l’articolo per scoprire perché è necessario sapere se e quando un’indagine diagnostica può essere indicata.

Nella mia esperienza ormai quasi trentennale di fisioterapista ho potuto osservare il comportamento delle persone rispetto al dolore alla colonna. La cosa che viene più spontanea è andare dal medico e farsi prescrivere un RX. Alcuni pazienti arrivano con una cartella di indagini strumentali anche abbastanza datate, che hanno l’unico effetto di rinforzare la loro idea del perchè hanno il dolore. Ho il dolore perchè ho l’ernia, l’artrosi ecc. Quando si inizia a fare domande e si chiede che cosa hanno fatto nel frattempo per cambiarlo, scopri che non hanno fatto niente se non assumere farmaci e una dose X di radiazioni. Questa abitudine era molto accentuata soprattutto quando la gratuità delle prestazioni ne rendeva fruibile l’accesso più spesso.

EFFETTIVAMENTE, QUANTO SONO UTILI UNA RISONANZA MAGNETICA O UN RX? 

Nella maggior parte dei casi le linee guida in  letteratura scientifica suggeriscono che non solo non è indicato per un inutile aumento della spesa pubblica ma anche  che il paziente possa, grazie al referto radiologico, attribuire  la causa del suo mal di schiena all’alterazione anatomica. Infatti la presenza di artrosi, protrusioni ed ernia del disco sono elementi facilmente riscontrabili in pazienti che abbiano superato i 40-50 anni di età. È utile effettuare gli esami diagnostici solo se prescritti dal medico, dopo un’attenta valutazione clinica e soprattutto correlarli  all’ascolto attivo dei sintomi dalla persona. Diventano invece importanti per esempio dopo un trauma, nei pazienti in cui l’osteoporosi è importante e sia  insorto un dolore improvviso. Sono utili a seconda del trattamento che il fisioterapista deciderà impostare, essendoci dei fattori di rischio per le manovre di terapia manuale, sarà egli stesso a consigliarvi di rivolgervi al medico per valutare l’eventualità di ulteriori indagini radiografiche, per escludere per esempio la presenza di alterazioni anatomiche congenite che possono controindicare alcuni trattamenti. Lo scopo delle indagini diventa garantire la sicurezza del trattamento per il paziente.

Affidarsi ad un fisioterapista esperto in terapia manuale sarà il primo passo per smettere di perseverare nella diagnostica per immagini ed iniziare ad fare qualcosa per migliorare i propri fastidi. Quando vi rivolgerete a lui in prima battuta, sarà in grado di  delegare nel caso il vostro problema non sia di sua pertinenza.
Per questo sarà necessaria un’attenta valutazione che si divide in tre fasi.
ASCOLTO
La prima seduta di valutazione prevede l‘osservazione dell’insieme della persona,  ci si  concentra sui sintomi descritti con una modalità specifica. Per far questo sarà opportuno fare una serie di domande  inerenti al sintomo principale, da quanto tempo il sintomo è presente, in che zona e come è distribuito Il dolore, se  si presenta di più al mattino o alla sera,  si manifesta di giorno o di notte, col caldo col freddo. Si  chiede qual è l’attività lavorativa, quali i suoi hobby e lo sport preferito per valutare i fattori predisponenti.  In un gestionale, nella parte relativa alla cartella clinica, vengono raccolti tutti questi elementi  che sono la base per orientare il fisioterapista verso i test da somministrare  nel singolo caso. Anche le foto risultano utili per valutare eventuali disfunzioni posturali predisponenti.
Si terrà conto di eventuale diagnosi medica, degli esami strumentali eventualmente già in possesso della persona. Questi elementi nell’insieme contribuiranno a completare il quadro.
              
Il gestionale in oggetto è ORTHO TP di Angelo Vannella
TEST
I test da somministrare sono diversi e servono per orientare il trattamento, la presa in carico o meno del paziente. Infatti non è scontata la presenza di bandiere rosse che indirizzeranno immediatamente una persona ad una valutazione medica per eventuali approfondimenti. Dal  dolore Infatti  ci si aspettano precise risposte, un dolore che si presenta in maniera anomala potrebbe essere un campanello d’allarme  che  potrebbe far richiedere ulteriori approfondimenti. In terapia manuale esistono diversi test per evocare o far diminuire il dolore e servono per confermare o confutare l’ipotesi terapeutica.
Dal punto di vista posturale,  sarà invece utile andare a valutare cosa fra occhio, piedi, articolazione temporo-mandibolare e pelle, intesi come recettori posturali, stanno incidendo sull’atteggiamento posturale della persona per stabilire  dove porre il nostro Focus e ottenere benefici del trattamento.  Dopo la seduta è importante ritestare il tutto e valutare il cambiamento del sintomo e dell’intensità del dolore.
A questo scopo viene utilizzata una scala VAS  del dolore. Il paziente viene invitato ad assegnare al dolore un valore da 1 a 10. Verrà valutato se il dolore cala o aumenta dopo o durante il test e il suo andamento durante il percorso terapeutico.
RE-TEST 
In presenza di mal di schiena il test può diventare anche il trattamento. Stabilire una direzione del Movimento terapeutico e farlo eseguire al paziente,  conferma o cambia  l’ipotesi di trattamento. Il re-test può essere applicato ad un articolazione, ad un muscolo, ai nervi.
Proponiamo percorsi dove ogni seduta prevede valutazione, test, re-test.
La nostra filosofia in ciò che proponiamo è: pianta il palo e vedi l’ombra. Il paziente viene portato alla consapevolezza del cambiamento e volta per volta ci autorizza a procedere. Capita che  non sempre le risposte siano eclatanti, per questo si valutano altre possibilità fino ad arrivare alla soluzione. Un dolore che non cambia  o non segue  i meccanismi classici del dolore potrebbe portare il fisioterapista indirizzare  il paziente  dal medico, per ricercare una causa non legata a natura muscolo scheletrica.
Quello che vi invitiamo a fare, in presenza di mal di schiena, è evitare di continuare a fare inutili indagini radiografiche e prendervi cura dei segnali che il corpo invia. Il beneficio che ne trarrete sarà che  trattamento sarà in direzione  della prevenzione ed in questo sicuramente più gestibile in minor tempo e con meno sedute.
Vi aspettiamo in Studio per la Vostra valutazione.
          Per approfondimenti visita il sito
          https://www.fisioterapiaitalia.com/patologie/lombare/mal-di-schiena/

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